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Ma
veniamo a cosa ci possiamo scambiare come informazioni:
Non
è facile estrarre informazioni
-sia
"su internet"
-sia
"nella nostra società"
____________
SU
INTERNET:
____________
La
maggior parte delle persone non sanno accendere un computer.
Coloro che sono almeno capaci di farlo, magari perché hanno
provato da giovani, quindi con un sufficiente grado di incoscienza
di mettere in conto di potersi sbagliare, e -come un bambino che
cade e poi si rialza- hanno un buon approccio con la questione
..
..
coloro che sono almeno capaci di farlo .. dicevo .. al più
(la maggior parte di loro) si collegano ad un motore di ricerca,
tramite un browser (ossia un programma per visualizzare le pagine
web), per mettere dentro una parola e cercare cosa compare, magari
sul telefonino, o in un internet caffè.
http://it.wikipedia.org/wiki/Browser
Ora
supponiamo che si usi uno dei motori più noti, google:
http://www.google.it/
Si
mette dentro la parola che interessa e la nostra ricerca significa
sfogliare pagine e pagine, come per esempio questa (visto che
la state leggendo).
Ma
l'interazione è molto scarsa, la capacità di espressione
e interazione con altri molto ridotta, salvo farsi pubblicare
un email, un intervento, un articolo, una richiesta di un consiglio
o di help.
Quindi
vorrei anzitutto dare qualche metodo in più:
Sia
che siate capaci di iscrivervi a un gruppo di discussione NGs
(i cosidetti News Groups) sia che vogliate una panoramica sintetica
-tipo blog- di cosa si è discusso sui principali NGs, vorrei
fornirvi più strade o chiavi di lettura (key, in inglese).
Key-1:
Come ci si iscrive in un gruppo di discussione?
Configurazione_NGs
Il
link (collegamento) precedente vi porta passo/passo a configurare
il Vs personal computer per poter usufruire di questa opportunità.
Key-2:Gli
articoli segnalati?
Archivio_Articoli_(per_argomento_e_per_data)
______________________
NELLA
NOSTRA SOCIETA':
______________________
Supponiamo
che una persona abbia un lieve disturbo che riguarda il suo umore
.. magari si sente depressa, stressata, demotivata.
Si
rivolge ad un normale consulto medico, del medico di famiglia.
Questi se non ha una specializzazione specifica la indirizza ad
uno psicologo, o una psicoterapeuta, o a da uno psichiatra, etc.
a)
Ma a che punto è oggi lo studio della mente?
b)
Che tipi di risposte _*la scienza*_ è in grado di fornire?
Alla
domanda "a" non è facile rispondere .. si può
dire che è possibile curare -con farmaci- prevalentemente
i sintomi di cause psicologiche.
Ciò però può indurre una farmaco dipendenza.
Non
sarebbe meglio vedere se si riesce a trovare una soluzione con
un metodo dialogico (il parlarsi)?
Ma
"il parlarsi", anche in un normale consulto psico-analitico,
non viene sempre consigliato nei casi di psicosi, ossia quando
si è in presenza per esempio di stati di delirio, stati
di allucinazione, etc.
Non
è consigliato perché il rilevare e rivelare quale
siano le cause di tali disturbi, spesso porta ad un aggravamento
delle manifestazioni ed a un peggioramento del quadro di salute
mentale.
Ho
trattato diffusamente di ciò negli articoli tecnici di
cui sono l'autore e che potete trovare in "site
map".
Vi
ho fornito anche dei temi trattati in modo "divulgativo"
estratti da NGs (News Groups, ossia gruppi di discussione).
Tirando
le somme, e rinviando agli articoli chi voglia approfondire gli
argomenti, si può dire che è più che lecito
cercare di appoggiarsi ai metodi ordinari della psicoanalisi,
nei casi lievi.
Ma
per stessa ammissione degli psico-analisti, non è possibile
avere un trattamento psicoanalitico nei casi gravi, ossia di psicosi,
se non farmacologico.
Confermo
-quindi- che la via maestra -nei casi gravi- è ricorrere
a farmaci prescritti da un medico specializzato in psichiatria,
ma poi?
Ossia
ci si deve -ordinariamente- fossilizzare ad accettare uno status
di cronicizzazione della malattia e una farmaco dipendenza?
Questo
sito è allora -in primis- un regalo.
Un
regalo di chi -con un dottorato in ingegneria- ha studiato per
30 anni la questione e ne ha conseguito che si può fare
molto di più che restare in terapia in modo cronico.
La
farmacopea e il contributo sintomatologico della medicina è
una condizione "sine qua non", ossia senza la
quale non può neanche iniziare un recupero (per i casi
previsti dai farmaci).
http://it.wikipedia.org/wiki/Condicio_sine_qua_non
Ma
anziché rifiutare o accogliere in toto una metodologia
scientifica -> la scienza deve sottoporre a verifica la convergenza
dei metodi.
Non
basta -quindi- che si crei una situazione di "stallo"
di non pericolosità o di stato vegetativo del soggetto
con disturbi più o meno gravi.
Necessita
ritrovare un percorso per vedere cosa ha causato quelle manifestazioni,
e se sia possibile un recupero completo.
Non
va desiderata una società ospedalizzata, vittima della
incapacità di esame dei suoi problemi.
Quindi
la mia risposta è duplice:
-da
un lato alla comunità scientifica una documentazione
per la verifica della converganza del metodo di trarre dallo studio
della cibernetica -opportunamente simmetricizzata vs il caso umano-
affinché quanto è nei modelli possa trovare una
corroborazione (si veda "logica della ricerca scientifica"
di K. Popper).
-da
un secondo fronte a coloro che chiedono consiglio l'offerta
di un esame -il mio e degli specialisti che si appoggiano già
ora sul mio metodo- che dica quale siano le opportunità
più ampie della sola farmaco dipendenza.
Aggiornerò
gli articoli che sono nella sezione raggiungibile dal link "site
map", risponderò gratuitamente alla Vs richiesta
di maggiori informazioni -> per email.
E'
possibile anche un consulto telefonico o di persona, grazie dell'attenzione.
dott.
ing. A.M. Pasquale Tufano
P.S.
anche Lino va bene : - ), ma i "titoli sono tutti veri"
(laurea 1990 presso la Università la Sapienza di Roma,
relatore professor Tullio Bucciarelli, titolo: "Strategie
di Sintesi di Sistemi Affidabili e/o Fault Tolerant Systems").
Commento
al quadro di Klimt:
Può
essere interessante vederne l'estensione completa kLINT
PAINT
Si
intuisce -allora- quanto dolore incomprensibile vi possa essere
attorno ad un volto sereno.
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