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Per
avere un'idea di quale sia questa metodologia -che ho chiamato
PsicoIngegneria- consiglio di leggere l'articolo seguente:
Modelli
di Schizofrenia e altre Psicosi TEP-2.pdf
(vedi
in particolare a pag.12)
Necessita
la pw, vedi:
info@psicoingegneria.it
La
definizione
(sintetica)
di
psico-ingegneria
human
psycho engineering:
come
la
cybernetics (cibernetica) sviluppa i modelli secondo lo schema:
modello
natura -> modello artificiale
così
la
human psycho engineering mostra:
modello
artificiale -> modello natura (psiche).
Naturalmente
l' excursus che lì è affrontato è più
esemplificativo che esaustivo.
Difatti
se negli automi una procedura è sostanzialmente un'architettura
abbastanza rigida -nel design- ciò non può essere
nella mente umana.
Già
però la problematica della AI impone al progettista delle
scelte strategiche su come gestire fenomeni con un grande grado
di variabilità, come per esempio nel dare una direzione
anziché un'altra nell'apprendimento.
Del
resto, nella stessa robotica, presto vi sarà una tale complessità
nella gestione dei processi sotto controllo, da non poter più
utilizzare degli schemi rigidi, pena la rinuncia ad agire nei
casi reali quali ad esempio la assistenza ai malati, o il pattugliamento
delle frontiere, etc.
Negli
automi -l'uomo- trova una situazione in cui -in qualche modo-
potrebbe specchiarsi.
Manca
-nelle macchine- la fantasia, la imprevedibilità, l'etica
(se non di coloro che ne pensarono il design).
Ma
ci consentono di "materializzare" delle situazioni elementari
che pur personalità molto provate o addirittura destabilizzate
non riescono ad assolvere nel caso umano, si pensi -ad esempio-
alla capacità di attenzione, alla gestione della memoria,
alle strategie di non infilarsi in situazione di stallo, etc.
Tali
tipologie di studio, se la nostra civiltà avrà un
futuro, tenderanno -gioco/ forza- a divenire sempre più
compenetrate nelle competenze di ingegneri e studiosi delle architetture
naturali.
La
sperimentazione -finora condotta- ci ha confermato che la strada
è quella giusta.
Nella
esplicitazione di tali paralleli vi è la possibilità
di portare un contributo sia allo studio di equilibri eletti a
preferenziali per la mente naturale -> che di strategie di
sintesi di sistemi affidabili, nei casi artificiali.
Commento
al quadro:
Il
quadro esamina la congettura di "the matrix", il celebre
film di Andy e Larry Wachowski.
Nella
sceneggitura gli umani riescono a prevalere su una civiltà
delle macchine grazie alla teoria di Noam Chomsky: "Gli umani
sanno generare regole non apprese e quindi -gli umani- sono superiori
a qualunque automa".
http://it.wikipedia.org/wiki/Noam_Chomsky
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