Subject: Re: agressione verbale da parte di un folle, nei miei confronti Date: Thu, 10 Jan 2008 08:43:39 GMT From: L Organization: [Infostrada] Newsgroups: it.discussioni.psicologia Jasmine wrote: > > Cio' che sto per scrivere ha piu' attinenza > con la psichiatriache non con la psicologia, > ma purtroppo non c'e'nell'intera gerarchia it, > un gruppo che tratti di psichiatria. > Spero che ci sia qualche psichiatra all'ascolto. > Avrei bisogno di alcuni consigli, di capire > in che cosa ho sbagliato nel mio comportamento > per evitare che mi capitino altri eventi di > questo tipo in futuro, quindi vi prego di > non avere peli sulla lingua per quanto > riguarda la segnalazione di miei errori > di comportamento e/o valutazione. > Cerchero' di descrivere l'evento in maniera > concisa tralasciando inevitabilmente > dei dettagli che potrebbero venir fuori > in corso di discussione, > ma anche cosi' il racconto sara' lungo. > > Di professione, ancora per poco, > sono un agente di viaggio. > un anno fa ho aperto una piccola agenzia > di viaggi in franchising che ora sto chiudendo > in quanto le spese sono troppe,sopratutto troppe spese > impreviste in rapporto alle entrate e un bacino > di utenza scelto male. > > Questa premessa era necessaria > per far comprendere l'accaduto. > > L'altro ieri mattina, poco dopo l'apertura > dell'agenzia mentre stavo togliendo gli addobbi > natalizi (era il 7 gennaio) > mi entra in agenzia un signore; > non l'ho visto entrare da subito perche' ero girata > per occuparmi degli addobbi. > Purtroppo non sono una persona particolarmente attenta > a come la gente veste, cammina, si muove > e non sono un'attenta osservatrice del comportamento > altrui. > Mia abitudine e' quella di concentrarmi unicamente > sulla faccia della persona che ho davanti. > All'apparenza il tipo che avevo davanti > era un normale signore di una 60 ina d'anni. > Il signore in questione mi chiede di un volo > per S.Pietroburgo,gli rispondo che siccome di li > a breve avrei chiuso l'attivita' non volevo > vendere voli che per i giorni immediatamente > successivi, in modo da poter seguire la clientela > nel caso in cui si sarebbero verificati dei disguidi. > Al che il tipo si fa interessato > alla chiusura del negozio, > e si propone come acquirente di mobili > e dell'attivita' stessa...(che non potrebbe > in ogni caso comprare senza stipulare apposito > contratto con il franchising con cui io > l'ho stipulato,ma questi sono dettagli > che credo irrilevanti alla fine del racconto), > in questo periodo ho un disperato bisogno di denaro > e quindi la possibilita' che qualcuno comperasse > l'arredamento e sopratutto mi liberasse dall'incombenza > di pagare nonostante la chiusura, ancora 6 mesi > di affitto mi allettava di molto. > Man mano che il signore parlava, comunque, mi rendevo > conto che c'era qualcosa che non andava, > discuteva un po' di tutto... con una certa cultura > e con logica, ma ogni tanto intercalava > con considerazioni che non potevano che > apparire completamente folli. > Indecisa se fosse un pazzo o semplicemente una persona > molto eccentrica, l'ho mandato nell'agenzia > immobiliare accanto alla mia, che si occupera' > dell'affittare il locale dove attualmente > ha sede la mia agenzia. > Poco dopo che ho visto che il tipo > era uscito dall'immobiliare > sono entrata io nello stesso per scambiare considerazioni > con la titolare dell'ufficio; mi sono trattenuta > molto piu' di quel che pensavo a parlare con > la stessa titolare, nel mentre > l'agenzia di viaggi era aperta. > Quando sono tornata in agenzia mi sono trovata davanti... > fiori finti a volonta', addobbi per un valore > complessivo di 100-200 ¤, ognuno di questi oggetti > aveva un prezzo appicicato. > Al che mi sono precipitata nel negozio > di drogheria non distante da li', pensando > che il tipo di prima avesse sottratto quegli oggetti, > alle droghiere senza pagare > (in quanto le stesse sono solite esporre > molta merce sul fronte-strada). > Le droghiere pero', mi hanno detto > che erano state loro a portare > nel mio negozio tutta quella roba, e > che il tizio da me incontrato > aveva regolarmente pagato dicendo che avrebbe usato > quella merce per la sua nuova attivita'. > Ho chiesto alle signore se conoscessero > il tizio e se sapessero fosse assistito da qualche cim. > Mi hanno risposto che a quanto ne sapevano loro > era un artista, che viveva negli Stati Uniti e che in ogni > caso era una brava persona. > Al che sebbene continuassi ad avere > forti dubbi sulla sanita' > mentale del tizio, confortata da quello che mi avevano > detto le signore continuavo ancora a coltivare speranze > circa l'eccentricita' del tizio ( > artista=eccentrico) piuttosto che la follia. > > L'altroieri pomeriggio poi non e' successo nulla. > > Invece ieri mattina e' successo il finimondo. > > Poco dopo l'orario di apertura dell'agenzia > e' entrato il tizio dicendo che aveva > portato i soldi e che avrebbe firmato il contratto. > Al che gli ho risposto che non potevo decidere > nulla io, ma che doveva decidere la ragazza > dell'immobiliare a cui era affidato l'affitto del locale. > Lui allora mi ha risposto che c'era un cliente nell'ufficio > immobiliare e stava aspettando che se ne andasse, > tutto questo alterando il tono della voce. > Poi mi ha chiesto dove avevo messo i suoi fiori, e quando > ha saputo che erano nel retrobottega in quanto un'agenzia > di viaggi non era una rivendita di fiori finti, si e' alterato > cambiando personalita' diventando agressivo > e minacciando me di spaccarmi la testa, > e spaccarmi il locale. > Poi e' uscito a farsi un giro. > Io mi sono precipitata dalla ragazza > dell'immobiliare raccontando quanto successo, > lei ha chiamato una persona > di sua conoscenza e mi ha detto che se la sarebbe > veduta lei con il tizio. > Solo che. di la' a non moltissimo, il tizio e' ritornato da me > asserendo di aver comprato tutto e che quel posto era suo. > Ha manifestato lo stesso comportamento alterato di prima... > Gli ho detto che se non se ne andava avrei chiamato il 113. > Mi ha risposto che potevo pure chiamarli > che a lui non interessava;li ho chiamati. > Nel mentre il tizio continuava ad intercalare > offese nei miei confronti a minacciarmi di spaccarmi la testa, > ha rovesciato una sedia per poi rimetterla > a suo posto di li' a 5 minuti. > Vedendo passare di fronte al mio negozio > la ragazza dell'immobiliare con un suo amico > li ho chiamati dentro con un cenno. > Anche nei loro riguardi il tizio minacciava > e manifestava comportamenti violenti, alterati. > Prima che arrivasse la polizia e' uscito. > Appena e' arrivata > la polizia gli ho spiegato quello che era successo > e loro lo hanno intercettato chiamandolo per nome e cognome > (quindi lo conoscevano). > La polizia ha chiamato un taxi fatto imbarcare tutta la roba > del tizio (fiori finti e quant'altro) e mi hanno detto > che il tizio sarebbe andato da suoi amici. > Dalla ragazza dell'immobiliare e dal suo amico > ho saputo che il tizio aveva portato con se una barca > di soldi in contanti; la polizia alla domanda > (che non ho posto io) circa il dove traesse > tutti quei soldi il tizio, ha risposto che erano il frutto > di un'eredita'. > > Speravo che la vicenda si fosse risolta cosi' > ma nel pomeriggio il tizio continuava a > girare nei pressi dell'agenzia > senza entrare ma facendo gestacci al mio indirizzo, > e quando ha dato calci alla vetrina dello stessa > ho preso e me ne sono andata chiudendo. > Il tizio non ha mai effettivamente alzato le mani > (oltre alla minacce)nei miei confronti ma non > sono assolutamente in grado di valutare > fin quanto possa essere capace di autocontrollo > e non materialmente violenta una persona cosi'. > Non ho piu' intenzione di tornare in agenzia > che non accompagnata, perche' tanto, comunque > avrei chiuso a giorni, > stavo la' piu' che altro per aspettare una persona > che doveva venire a visitare la stessa e non aveva > specificato quando sarebbe venuta e per chiudere > alcune cose. > Ciao, Jasmine Ho già letto le altre risposte e mi sembrano tutti consigli ragionevoli. Vorrei proporti una breve aggiunta di riflessione perché, oltre che difendersi da comportamenti "anomali", si potrebbe provare a gestirli (i comportamenti animali) e -a secondo delle capacità personali- la gestione può avvenire anche a livelli di maggiore serenità per tutti. Ora tutti noi sentiamo chi ha paura, lo intuiscono persino gli animali. Quindi il primo requisito nel trattare con persone disturbate -> è non mostrare paura, ma serenità. Lo sguardo non deve fissare gli occhi della persona in difficoltà (altrimenti sarebbe presa come una sfida .. meglio se si guarda in basso, poiché è un segno di sottomissione, e la persona -quindi- non si sente minacciata). Sarebbe meglio non ridere, né sorridere (in particolare "il ridere a bocca aperta" -> è mostrare i denti <- e quindi -anche questo- un segno di aggressione, come ideazione inconscia). Se si entra in contatto con una persona più o meno disturbata che non conosciamo in assoluto -> l'ideale sarebbe farla esprimere (tanto quanto ci possiamo render conto delle condizioni di chi ci è di fronte). Se le nostre capacità fossero notevoli potremmo anche interagirvi, ma, nel caso ci volessimo solo svincolare dallo stato di disagio, in cui ci mettono, consiglio di non rispondere direttamente alle argomentazioni che abbiamo ascoltato e dire: "scusa .. mi aspettano per un altro appuntamento, ciao .." Spesso la persona vuole essere solo assecondata per trovare conforto alle proprie paure e/o ansie. E poiché non si possono assecondare tutte le stramberie che potrebbero esserci esposte .. va da se che l'atteggiamento "grazie molte di tutto ... ma adesso devo proprio andare .." è il minimo che funziona 100 casi su cento. Saluti Jasmine, Lino