Subject: Re: Ritmo circadiano psicologico Date: Sat, 12 Apr 2008 13:53:01 +0200 From: L Newsgroups: it.discussioni.psicologia John wrote: > E' cambiata la composizione chimica. E' cambiato l'algoritmo. La tua > vita psicologia ed il tuo soma di adesso non sono compatibili con la > produzione di un attacco di panico. > > Probabilmente pero' tu sai benissimo 'che cosa' potresti fare per > fartene venire uno adesso. Ho ragione ? > Ti dirò che io non ho che raramente sperimentato il panico. Se dovessi dire che cosa ne ho dedotto: Sono situazioni in cui non si ha l'impressione di avere più risposte, almeno così è stato per me, almeno come scorza emozionale esterna. La prima contromossa è -naturalmente- quella che tu proponi: "non andare a rimettersi in situazioni che si considerano di rischio". La seconda -e più profonda- risposta è esaminare perché quelle situazioni ci fossero di difficoltà e vedere se si possono colmare le lacune che hanno creato l'handycap. Io direi che -come soluzione- non vi sono delle risposte generali, poiché la sensazione di paura ha un suo lato fisiologico e utilitaristico: impedirci di metterci in situazioni di rischio irrecuperabile. Comunque autoesaminare, o con l'aiuto di specialisti in psicologia, che provvedimenti prendere -> ci ridà fiducia in noi stessi. : - ) Spezza -insomma- la catena di avere paura di avere paura. Del resto io -oggi- riesco a vedere -per esempio- il doctor House e le malattie più incredibili 1) Perché è un esercizio di usare la logica per fronteggiare l'ignoto 2) Perché mi sento molto più forte del pensiero che "lo studio della patologia possa indurmi a somatizzare patologia" http://it.wikipedia.org/wiki/Dr._House_-_Medical_Division Ma -oggi- ciò è possibile perché vengo la una corrente di pensiero "positivista", ossia l'ingegneria, e non dalla medicina che non sarei mai riuscito a vivere come primo interesse. C'è anche da dire che io non sono un tipo "pauroso". Ossia gli incidenti di trovarmi a combattere anche con il caso normale di avere paura -> non sono state esperienze della vita quotidiana, ma di casi estremi proprio per la mia attività di ricerca, in specie dei confini delle capacità della mente. Mi interessava e mi interessano tali confini, come -penso- a tutti: proprio per non doverne avere paura. Mi dispiace anche non poterne parlare in dettaglio, ma uno studio serio non è esibizionismo o il rischio di mettere in difficoltà le persone, come magari quelli che cercano di farti passare il singhiozzo con uno spavento! Infatti -> magari gli fai passare il singhiozzo -> però -> gli fai venire un collasso -> e lo fai secco! : - ) Quindi un po' di sano buon senso io penso che aiuti .. Ciao, L