Subject: Re: Categorie dello spirito Date: Tue, 17 Feb 2009 11:31:21 GMT From: L Organization: [Infostrada] Newsgroups: it.discussioni.psicologia Boston Tea Party wrote: > dimenticavo di aggiungere che sono consapevole > delle complicazioni esistenti al mondo . > > Ho letto tutto Pirandello da adolescente e > lui , siciliano , frequento l Universita a Bonn > trovandosi bene ed essendo apprezzato dai tedeschi. > > Ripeto : vedo anche l altrolato delle cose > e qui credo che consista la differenza in perfetta > buona fede , con il punto di vista di Hitler:) > > pero` , per capirsi , penso che il siciliano medio > sia quello che si costruisce uan casa abusiva > nella Valle dei Templi . > Occorre avere il coraggio di vedere la realta > e passare dalla Magna Grecia al Magna Magna > di cui parlava Benigni in Jonny Stecchino:) Forse sarà a causa del titolo che hai scelto, visto che la "spiritualità" è considerata una ricerca _esterna_ alle questioni della psicologia, mi sembra che i tuoi interrogativi hanno poco stimolato il ng. Né io voglio scendere in tale ambito di ricerca chiamiamolo "spirituale", ma cercare di essere IT. La mia opinione è questa: Non bisognerebbe classificare in modo eccessivo. Ossia, classificare va bene, ma una buona flessibilità mentale aiuta a essere capaci di vivere nel reale senza aspettarsi che tutto ciò che succede sia solo da mettere con una etichetta sopra. Tu dici, nel tuo precedente mex: "E` questione di categorie dello spirito , direi che mi portano ad apprezzare Dimer e non amare la Siciliana , direi. Che ne pensate?" Ecco -in psicologia- le tue "categorie dello spirito" si dicono ad esempio "impostazioni caratteriali". C'è chi ha il "carattere" per apprezzare un pomeriggio sui prati & chi no, etc. Andrei un attimo più affondo nella questione: La impressione di disagio che mi pare traspaia dal tuo mex, non è questione di "caratteri" o "categorie dello spirito". E' che -anche nel gioco degli scacchi- non basta il "già detto" per fare un grande campione. Un grande campione *inventa di suo*, se necessario. Quindi non trascura il già detto, ma coglie la bellezza della novità. Infine, per uscire fuori di metafora, il gioco degli scacchi, almeno così è stato per me, può divenire sorgente di psicopatologie se non si è in grado di curare anche altri interessi con la stessa passione. Il fascino degli scacchi sta nel fatto che sono una metafora della vita. Ma (allo stesso modo che i sogni) non si può vivere in un sogno, senza sapere staccare la spina quando è il momento. Io non conosco la tua situazione e quindi non so quanto tempo ed energia (psichica) dedichi ad altri interessi. Ti dico solo che è importante il mondo reale e graduare a livelli diversi il fatto di concentrarsi, così come il sapersi rilassare. Altrimenti sarebbe come pretendere di sapere suonare una chitarra tenendo sempre sotto pressione le corde, e le dita -ben presto- perderebbero di sensibilità. Saluti, L