Subject: Re: Morire fa bene al carattere? Date: Fri, 16 May 2008 18:06:12 GMT From: L Organization: [Infostrada] Newsgroups: it.discussioni.psicologia Servizio Tecnico wrote: > > Ciao, > > volevo sapere cosa ne pensate voi di una cosa che ho osservato su me > stesso, già da un pò. io gioco spesso (spessissimo) a giochi online > sparatutto, da anni: ho cominciato con Duke Nukem 3D, poi Quake 2 online > e Quake 3 Arena, poi Tribes, ET, CoD... insomma ne ho passati veramente > tanti. Ho notato anche che mentre i primi tempi che giocavo con altri > giocatori umani mi incXXXXvo da morire quando mi facevano secco, adesso > non mi capita più. > > Facendo un calcolo a spanne, visto che in game "muoio" da 100 a 300 > volte per sessione di gioco, per 300 giorni/anno e per 7 anni fa circa > mezzo milione di "morti" simulate subite. Violente, ovviamente. > > Non so se è dovuto anche al fatto di essere cresciuto come età, ma ho > notato che anche in real tendo ad arrabbiarmi molto meno di fronte a > situazioni in cui vengo trattato non proprio bene: resto più calmo e > valuto la situazione per quello che è o che potrebbe essere vista dagli > altri. Tempo addietro invece perdevo le staffe più facilmente. > > Come detto, io credo che questa specie di "addestramento alla morte" che > volente o nolente ho subito in game abbia influito su questa evoluzione. > Voi lo credete possibile? Più in generale, come incide l'esperienza di > "morire" (non in game, ma su una persona vera in una situazione reale... > diciamo uno che è certo di morire e invece se la cava, persone che si > confrontano con la loro morte ma riescono poi a raccontarla) sulla psiche? A me pare che con le tue domande investi due argomenti: 1) Se i video game possano essere formativi. 2) Se le esperienze traumatiche possano essere formative. Sulla "1" direi che è una questione sia di qualità che di quantità. Ossia non bisognerebbe abusare troppo del media "video game" e -possibilmente- dovrebbe essere di qualità, altrimenti può indurre devianze (o essere con-causa di devianze). Sulla "2" direi che dipende molto dalla persona. Nel mio caso sono stato molte volte vicino a morire, cito per tutte una volta che stavo per annegare, ma non mi sono lasciato prendere dal panico -> ed ho chiesto aiuto. Naturalmente averla scampata ti da l'opportunità di avere occasione di essere più calmo e riflessivo -> prima di fare qualcosa. E ciò è una qualità molto importante se si hanno delle responsabilità sul proprio lavoro e su quello di altri. Ciò nonostante -proprio per ciò che ho detto- io non sfiderei la sorte -> andando a mettermi in situazioni pericolose, magari sperando di salvarmi. Tali meccanismi, qualora vengano attuati, sono legati al desiderio di adrenalina che la persona si autoinduce per esperienze estreme. Staremmo quindi parlando di un settore della "tossico-dipendenza". Saluti, L