On 1 Mar, 18:59, L wrote: > Federico Spano` wrote: > > I primi due dati mi sembrano decisamente più realistici. Non sapevo che > > mancassero gli studi sulle età successive. Lascia pensare che il > > disturbo scompaia spontaneamente, a differenza - per esempio - della > > sindrome di Tourette, di cui si parla oggi sui quotidiani per via di un > > congresso sulle malattie rare (220.000 casi in Italia). > > La questione è che si può interagire con tali fenomeni in due maniere: > 1) Il modello USA: dare subito psicofarmaci -anche ai bambini- e creare > una ospedalizzazione delle sintomatologie. > 2) Il modello eziodinamico: cercare di capire non tanto che nome dare ad > un disturbo, ma cosa sarebbe a causarlo. Salve, sono d'accordo con Federico sotto quest'aspetto, il cosiddetto "modello USA", di orientamento spiccatamente organicista (questa parola è forse desueta, ma rende l'idea), prevede la pillola come soluzione ad ogni problema, tanto che sono svariati milioni (11 circa, secondo gli ultimi dati) i minori in "terapia" con psicofarmaci nei soli Stati Uniti. Ma non è un problema solo americano, ci avvisa l'International Narcotic Control Board dell'ONU, in GB sono già circa 600.000, ed anche da noi la moda sta arrivando... Riguardo ai numeri se ne son sentite di ogni, dallo 0,7 per mille al 21 per cento, più che scienza pare una lotteria. Quel che è certo è che il problema è *a monte* dei numeri: l'Adhd esiste come patologia od è una costellazione aspecifica di sintomi? Il Consensus di Cagliari 2002 propendeva per la prima, quello di Torino Molinette 2005 al contrario per la seconda (e a dire il vero a ricevuto il quadruplo di sottoscrizioni di specialisti rispetto a quello di Cagliari). In Italia la massima "foga" nell'abbracciare il modello americano si è avuta tra il 1998 ed il 2004, poi l'orientamento è cambiato, anche dagli USA sono arrivati segnali (cfr. Cohen ed altre duecento ricerche scientifiche che han posto l'accento sulla necesità di una più approfondita diagnosi differenziale), con il risultato che molti adesso - anche non demonizzando ideologicamente lo psicofarmaco - iniziano a pensare all'Adhd più come ad una abile manovra di marketing (il giro d'affari mondiale per la vendita di molecole psicoattive per bambini supera i 12 miliardi di dollari l'anno) che non ad una vera e propria patologia, perchè quasi sempre l'imperattività risulta ad un'analisi approfondita imputabile a tutta una costellazione di cause diverse (coloranti della classe E, vedi il recente articolo di Lancet, piuttosto che eccesso di metalli pesanti nel sangue, piuttosto che inquinamento elettro-magnetico, etc), e semplificare il tutto sotto il cappello generico di "Adhd" risolve i problemi di molti ma è davvero scientificamente discutibile. In Italia, i protocolli sono certamente migliori di quelli anglosassoni, ma ancora tutti da migliorare, tanto che ci sono 2 tavoli aperti a Roma per rivederli, ed alcune centinaia di pagine di documentazione sul tavolo del Ministero con richieste di emendamenti alle procedure, ancora troppo poco prudenti. Un ultima nota all'utente che consigliava il sito dell'AIfa per scaricare notizie: è una piccola associazione di genitori *favorevoli* alla somministrazione di metanfetamine ai bambini. Scelta legittima, è il genitore che decide, ma anche scelta culturalmente orientata, loro ha fatto le loro valutazioni, spingono per il farmaco, e quindi non sono certamente definibili come "imparziali". Buona navigazione a tutti, Luca Poma Portavoce nazionale Campagna "Giù le Mani dai Bambini" www.giulemanidaibambini.org