Subject: Re: Razzismo tra gli 'uguali'. Date: Wed, 03 Sep 2008 13:41:14 GMT From: L Organization: [Infostrada] Newsgroups: it.discussioni.psicologia Neil Young wrote: > > Ciao, > > Volevo sapere a che cosa è dovuto il meccanismo per il quale spesso il > razzismo 'all'estremo' si verifica proprio tra gli uguali. Intendo dire, il > motivo per il quale il capo degli antisemiti di un popolo magari è un ebreo > o il capo degli ultranazionalisti è un immigrato. > > C'è un nome per questo meccanismo? Esiste letteratura in merito? > > Grazie per l'attenzione! Nel racconto la "fattoria degli animali" http://it.wikipedia.org/wiki/La_fattoria_degli_animali Orwell nota due cose 1) dovremmo essere tutti animali, e quindi uguali 2) c'è sempre qualche animale che si ritiene "più uguale degli altri". E' -in generale- il tema delle leggi che normano il comportamento sociale. Oggetto di una legge può essere anche discriminare per sesso, religione, razza (paese di origine) etc .. Ma *la discriminazione* è -più che il razzismo- un concetto di indagine filosofica e psicologica. Perché si discrimina? Ossia perché non si esaminano le questioni in modo minuto e invece si fa una norma generale? Perché le persone hanno sfiducia alla possibilità di poter dimostrare le proprie ragioni alla luce della evidenza. Quindi rischiano una legge erga omnes anziché di lasciare ad un esame accurato e competente di disciplinare l'agire. In genere la cosa di sottoporsi alle leggi funziona abbastanza. Il problema è quando rubare è impedito a tutti ma si facciano eccezioni, ad esempio. Oppure l'uso della violenza sia impedito a tutti ma si facciano eccezioni, ad esempio. etc. Questi quelli che possono rubare, usare violenza et altre malversazioni -> sono "i più uguali della fattoria degli animali". Quindi non è vero che -> il razzismo si verifichi tra "gli uguali", ma bensì, condizione necessaria e sufficiente alla malversazione è ritenersi non dover dare conto a nessuno del proprio agire .. perché anziché leggere "La Legge è uguale per tutti" .. si legge "La Legge è uguale per tutti, ma alcuni sono più uguali, quindi non sono sottoponibili ad alcuna verifica o giudizio". Il caso -poi- di particolari rancori andrebbero considerati nelle cose di dettaglio: Ad esempio Hitler aveva un particolare rancore agli Ebrei. Se si legge attentamente la sua biografia si trova che a) la madre di Hitler andava a servizio da un banchiere Ebreo e ciò gli dava umiliazione. b) Si illazionava che Hitler avesse scoperto o alcuni possano averlo accusato di essere un bastardo, ossia concepito da un adulterio della madre con il banchiere Ebreo. Ciò avrebbe giustificato sia il desiderio di Hitler della purezza della razza ariana, che -quindi- non era concepibile che 1) si dovesse miscelare la razza ariana con altre razze, specie quella ebrea. 2) si potesse lasciare agli Ebrei le ingenti somme che gestivano come banchieri perché ciò sottometteva la razza ariana. Ma anche ciò detto, la figura di Hitler non si presta ad esser compresa sulla sola questione razziale. Nei invasati che predicano la separazione razziale spesso si celano ben altri orrori. Tanto per far capire che non parlo per sentito dire riassumo che Fromm investiga la figura di Hitler nel suo testo "The heart of man" e ne desume che aveva ben tre patologie: 1) desiderio di incesto 2) narcisismo 3) necrofilia E a me pare non avesse neanche scoperto tutto quello che c'era da sapere sullo "sviluppo intellettuale" di Hitler .. : - ) Ne vuoi sentire ancora? Hitler era ossessionato per l'estetica. In particolare il mito -visto come una questione estetica- di potersi liberare di Dio. A tal fine visitò una mostra dove era esposta la punta di una lancia che si attribuiva a essere quella della crocifissione di Cristo. Ebbene non si dette pace finché non ne entrò in possesso. http://www.acam.it/longino.htm Mi sembra che ce ne sia abbastanza per capire che non vi sia un perfetto equilibrio mentale in coloro che si ritengano 'più uguali' degli altri e che non è l'uguaglianza che ci da problemi, ma ritenere che gli altri non abbiano il diritto a essere amati quanto lo desidereremmo per noi stessi. Saluti, L