Subject: Re: "Mysterium tremendum" Date: Wed, 5 Nov 2008 22:39:56 +0100 From: "Vincenzo Del Piano" Organization: ComputerVille Newsgroups: it.cultura.filosofia.moderato "L" ha scritto nel messaggio news:49115291.A5232C50@yahoo.it... > > L'essere bambini è proprio piangere perché la mamma è in un'altra stanza > e non la possiamo fisicamente vedere. Sì, "ma" possiamo fare l'esperienza empirica (!) che poi RI-compare. E' solo la ripetutra esperienza empirica della sua concreta RI-comparsa, che tranquillizza sulla <> (come si dice in gergo tecnico). Ed è solo lo spostamento a livello psichico della <> (che RI-compare !) che permette di non avere l'ansia della sua definitiva sparizione ogni volta che si sottrae alla percezione. > La speculazione filosofica sull'idea di Dio, (nell'età adulta, dismesse > le paure dell'infanzia) Tu sai che non uso apparire o essere blasfemo, "e tuttavia" ... quando e come è comparso o RI-comparso, Dio? Su quale esperienza empirica si potrebbe basare l'idea che "Dio è dove non si vede"? Che "c'è lo stesso", anche se nessuno l'ha visto mai?! Dico questo (un po' tignosamente ....) perchè non mi pare verosimile far apparire la *mancanza di fede* come un infantilismo. Infatti (... imho?) l'idea che "Dio s(t)ia" da qualche parte anche se non lo si vede (e non lo si mai visto!), è un fatto di fede, e non di "maturità". > cit [da Cosimo] : > > a questo mondo esiste della gente che > > di dio ne fa a meno e campa bene lo stesso. Sì sì. Ne fa a meno > > veramente, nel senso che proprio non si pone nemmeno più il > > *problema* di dio, > > E' avere rinunciato a dare un senso al vivere che non sia "vivere x > morire". > Oltre che essere agghiacciante "vivere x morire", poiché non varrebbe > solo sul singolo .. ma anche per i figli e i figli dei figli, x tutti, > porterebbe a "campare bene lo stesso"? ... se "uno" di quelli ai quali si riferisce Cosimo privilegia (sulle paure!) l'idea che tra il momento della nascita e quello della morte c'è il <> ... si campa bene "almeno" quanto chi campa credendo che la *vita in sè* sia priva di senso, e *per questo* ... ha bisogno di avere fede in ciò che nessuno ha visto mai; nè comparire, nè RI-comparire. > Detto in sincerità .. io penso che chi rinunci a indagare l'ipotesi > "Dio" tenda a dissociarsi mentalmente. Detto altrettanto sinceramente ... io penso che i dissociati siano gli altri. > Dissociazione nel senso del rinunciare -se fosse veramente vero(*)- a > essere presente al fatto che sta togliendo una ricerca di "senso" al > perché viviamo. > (*)(ciò che afferma, ma io ne dubito, anche per coloro che lo affermano) ... senza jattanza ... te ne accorgi che *sei tu* a dire che la vita (in sè) non ha senso? > Se io fossi sicuro che domani morirò la mia giornata sarebbe la stessa > ... fino a domani? > Anche da questa semplice riflessione si capisce che la indagine > teleologica è interna alla ricerca filosofica. Certamente; "tuttavia" ... perchè mai la indagine teleologica si dovrebbe concludere "necessariamente" con l'idea teistica? Non è "teleologica" anche la ipotesi atea (assai meno controvertibile di quelle teistiche!) che <>? Facendo "nel frattempo" qualcosa di utile per l'Umanità? senza chiudersi in un individualismo disperante? un individualismo che -pur di sfuggire all'idea della fine-individuale ...- "addiviene alla fede"? > Anche solo per il rispetto di coloro che ci credono, per una questione > di tolleranza sul pensiero altrui, dimostrando -magari- una reale > superiorità intellettuale, Dio andrebbe scritto grande, a prescindere di > chi ne infanga l'immagine facendone oggetto di commercio e del blaterare > senza riconoscere a tutti la dignità del pensiero. ... c'è dignità anche nel pensiero laico/ateo. Non andrebbe trascurato questo "dettaglio". > Saluti, Saluti -- Vincenzo