Subject: Cattivi psicologi Date: Sat, 08 Aug 2009 09:27:07 +0200 From: astolfo777@virgilio.it (astolfo) Organization: http://www.newsland.it/ Newsgroups: it.cultura.filosofia.moderato Vi mando questo testo che ho scritto velocemente questa mattina. Il lettore sappia che io non sono uno specialista o un professionista del settore; ma mi 'arrogo' il diritto di giudicare, consapevole che qualunque uomo che ha una verità, la può esprimere come meglio crede, anche se non ha un titolo che lo abilita. Purtroppo nell'avere a che fare con certi professionisti ho dovuto constatare la tendenza a ignorare le verità del prossimo solo perché non espresse secondo certi canoni; e purtroppo anche la tendenza a tentare di rubare il pensiero altrui, con la scusa di non avere a che fare con uno scienziato a tutti gli effetti. Devo dire che non sono soddisfatto in nulla dell'operato di tutti gli psicologi che ho conosciuto personalmente. Una cosa l'aggiustano, ma forse tre ne rompono. Sessualità, società, religione, cosmo, furono rispettivamente le ossessioni di Freud, Alder, Jung, Maslow. Psicanalisi, psicologia individuale, psicologia analitica, psicologia transpersonale, sono ottime discipline; ma se si cade nel positivismo e si crede di aver trovato tutto in ciascuna di esse, si finisce per diventare solo degli insolenti, dei diavoli tentatori senza arte né parte. Destino che fu dei nostri quattro eroi: Freud giudicò l'intera civiltà a partire dai suoi genitali, non capendone nulla; Adler ridusse l'animo umano a un gioco di ambizioni; Jung pensò di aver scoperto il segreto del divino, in realtà allontanandosi dalla sua comprensione proprio per la sua pretesa; Maslow forse non fece in tempo a insuperbirsi, ma gli psicologi che sono usciti dalla sua `scuola' mi sembrano degli esaltati che credendo di avere la conoscenza universale in realtà vedono solo se stessi anziché il mondo vero e proprio. Il positivismo è una peste per lo psicologo e in genere per lo scienziato. Si tratta di una posizione filosofica spacciata comunemente per scienza da chi, per deformazione professionale, non riesce ad essere nè filosofo nè scienziato e cade nello sproloquio. Tutto questo, mi pare, è un disastro sia per la scienza che per la filosofia: infatti non è vero che la scienza è solo uno strumento della tecnica, come non è vero che la filosofia è solo una ricerca senza fine; entrambe possono affermare delle verità. Astolfo -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it