Subject: Re: dio Date: Wed, 13 Aug 2008 08:18:36 GMT From: L Organization: [Infostrada] Newsgroups: it.cultura.ateismo,it.cultura.religioni,it.cultura.filosofia dextron wrote: > > Salve sono appena arrivato > Un saluto a tutti, credenti compresi . Grazie .. suppongo "credenti in qualcosa" .. Curiosità: Non c'è alcun ente di cui tu pensi che possa esistere? Ti trovi -forse- nelle condizioni del protagonista di "The Matrix"? http://it.wikipedia.org/wiki/Matrix > La mia opinione in merito ? > ogni tipo di religione è solo una storia ,un romanzo accettato dal > popolo ,in quanto *ignorante*, non accetta la natura umana, ho alcuni > sui lati tipo la MORTE. Nel mio caso NON mi sembra che la tua descrizione (ingorante) sia azzeccata: Sono laureato in ingegneria, quindi non ignoro la scienza. Sono studioso di filosofia, antropologia, psicologia, botanica, matematica, cybernetics, AI, computers graphics, falegnameria, carpenteria in legno e metallica, idraulica e sintesi digitale, lingue, musica, poesia, grammatiche formali e logica, medicina e biologia, fisica quantistica e ciclo dei rifiuti, compressione del plasma e fusione fredda, teoria dei modelli e teleologia .. (mi fermo .. per carità di patria) > Lourds fatima ecc ecc solo volgare > sfruttamento di persone sofferenti .SAN GENNARO ma per favore in > ITALIA LA MADONNA è CONTRO GLI INCENERITORI Ti assicuro -come sanno coloro che hanno competenze in materia- che i fenomeni che la scienza non riesce a descrivere, poiché la scienza descrive solo quelli ripetibili -> esistono. Per esempio le guarigioni inspiegabili (almeno .. alla luce delle conoscenze attuali). Quindi non è il caso di fare di tutta un erba un fascio. Ad esempio i veggenti di Medjugorje perdono la senbilità corporea durante i fenomeni che riferiscono come "apparizioni". Molti di questi fenomeni possono essere anche solo patologie mentali, come ad esempio allucinazioni. Ma come mai riescono a sincronizzarsi in tale stato(?) e si sono sottoposti al test di monitorare il loro elettroncefalogramma? (e a perizia psichiatrica .. risultando associati?) Come mai affermano che gli sono stati riferiti gli stessi fatti(?) e poi vivono normalmente il resto della loro giornata(?) .. come persone associate alla realtà? Perché -secondo me- *non esiste solo la realtà che noi percepiamo con i sensi ordinari*. La stessa fisica quantistica se ne sta rendendo conto. Ad esempio nei fenomeni di teletrasporto fotonico. In tali casi i fenomeni si svolgono a tempo zero! http://it.wikipedia.org/wiki/Teletrasporto http://www.geocities.com/capecanaveral/hangar/6929/teletrasporto-2.html > Signori siamo nel2008 sefermi marconi leonardo ecc ecc vedessero a > cosa siano ridotti i loro sforzi . > Purtroppo secoli di storia hanno radicato in noi l'esistenza di un > dio ,fin da bambini siamo costretti ad ascoltare il romanzo con esso > si instaura anche una paura interiore costante nei bambini piu > sensibili e cioè: il fatto che dio come viene isegnato ci vede e ci > giudica ovunque,in un adolescente puo creare sensi di colpa ecc ecc > UN test da mè pensatoivi puo dare un idea di quanto è radicata la cosa > in voi > La cosa è molto semplice IN UNA STANZA SOLIl affermate a voce normale > la non esistenza di dio ,DIO NON ESISTE, proverete una sensazione , > come è? paura, timore, ho non riuscite a dirlo ,non mi stupirei, > provate e fatemi sapere . ci risentiamo Su questo permettimi di postare un mio classico. La dimostrazione *matematica* dell'esistenza di Dio. Saluti, L cit: Subject: Re: Georg Cantor [sulla plausibilità ontologica nei casi singolari o unici(YHWH)] Date: Sun, 06 May 2007 16:44:26 GMT From: L Organization: [Infostrada] Newsgroups: it.cultura.religioni,it.cultura.filosofia,it.cultura.ateismo LG, grazie del tono pacato. Poiché stiamo trattando di "concetti fondativi" e non fondativi della torta di mele, ma fondativi della possibilità della conoscenza e -in senso lato- anche dell'equilibrio mentale, già solo accettare di parlarne dimostra un desiderio -a mio avviso- di ricerca non assodata. Direi persino di una *bellezza scintillante* -di chi accetta tale interlocuzione- nell'attribuire "al senso del cercare" tale *scintillio*, andando a vedere i pensieri di chi si dichiara pronto a mettere in piazza i propri riferimenti di fondazione e non semplicemente rinvia a risatine di commiserazione. Vado allora al tentativo di dire: LG wrote: > > On Sat, 05 May 2007 14:06:51 GMT, L > wrote: > > Scusa se mi limitero' a due sole osservazioni (dato che il tuo post e' > un po' troppo lungo da leggere tutto): > > >> > Teorema dell'esistenza di Dio > > Falsa partenza. Prima di porre una tesi di esistenza di un qualcosa > questo qualcosa deve avere una plausibilita' ontologica, cioe' poter > essere descritto linguisticamente come riferimento concepibile. Un ente non è tale solo quando è racchiudibile al finito in un contenitore (per esempio una scatola di cartone con il polistirolo) e vi si può scrivere sopra "tv color Mivar" e inoltre con una tasca sulla scatola dove vi siano le istruzioni di cosa significhi "tv color". Il "concepire" classico, allude al contenere e alla possibilità di descrizione al finito. In particolare non si hanno -se gli insiemi non sono privi di frontiera- le aporie di Russell "di chi faccia la barba al barbiere". E fino a qui siamo nelle strutture standard della logica e della teoria degli insiemi. Poiché stiamo per andare a interessarci di casi in cui le strutture classiche vanno in tilt, ossia sono singolari, introducono aporie, non sono utilizzabili (spero di esser stato chiaro), non potremo usare la modalità classica del definire in base al top down. Se vi provassimo faremmo gli errori di Parmenide, di Anselmo di Aosta, di Godel, etc, nel tentare di definire un insieme -sia detto per ora Dio- che non ha un altro insieme che gli sia esterno, ossia Dio non è sottoinsieme di alcun altro insieme ipotizzabile, essendo "il maggiore" (o la collezione di tutte le collezioni). Evidentemente tale concetto di "Colui di cui non vi è il maggiore" riprende la formulazione di Anselmo, ma grazie a una teoria degli insiemi non arcaica (si avvarrà invece del bottom up) è in grado di argomentare l'esistenza di tale ente -Dio- non per deduzione, ma per induzione (pur essa "induzione" interna alle possibilità della logica). Cosa che inficiò -la pretesa di poter dimostrare per deduzione- la dimostrazione di Anselmo. Quindi se preferisci un impianto più formale, (mi dici "plausibilità ontologica") -per l'occasione- proviamo a usare una procedura di riconoscimento più formale e che sfrutti meno l'intuizione: Teorema dell'esistenza di "X" ipotesi A: Sia "X" = "la collezione di tutte le collezioni" (costruibile, collezionando gli enti, in bottom up). ipotesi B: Sia detta tale collezione "X" = L'ESSERE, nel senso specificato dall'ipotesi A. ipotesi C: Sia "Omega" = "proiezione di X" (costruibile, con la misura di X, in bottom up). ipotesi D: Sia detta tale "Omega" = ESISTERE, nel senso specificato dall'ipotesi C. Tesi: 1) Si può dimostrare che "Omega è un sottoinsieme di X" 2) Si può dimostrare che "X esiste (grazie ad Omega)" dimostrazione: su "Omega = sottoinsieme di X": Omega è certamente un insieme interno ad X (sottoinsieme proprio di X), poiché non vi sono insiemi esterni a X, grazie alla ipotesi A. su "X esistente": Poiché certissimamente è costruibile la collezione di tutte le collezioni (in bottom up), ossia X, sarà allora costruibile anche un suo (di X) sottoinsieme, detto Omega, per misura di X. Ma -per le ipotesi del teorema- ciò è equivalente a dire che "X esiste". Infatti solo dall'esserci dell'ente, o dalla collezione di enti, è possibile il relativo manifestarsi, esistere, mentre "la collezione di tutte le manifestazioni" non fornisce informazioni (complete) su "tutto ciò che è" e magari -singolarmente- tale X non si manifesta. Il teorema quindi afferma un fatto non banale: trovato un metodo per indicare (bottom up) il "tutto", non si è a conoscenza -specifica- di tale tutto (si è a conoscenza solo per costruzione induttiva), ma essendo che il "tutto" -a prescindere dalla relativa dimensione- è pur maggiore dell'insieme vuoto, allora esiste, cioé afferisce alla sfera dell'apparire -quando si manifesta- ed il relativo manifestarsi è un sottoinsieme della completezza della "collezione di tutte le collezioni", che gode senz'altro della proprietà di esistere, visto che non è un insieme vuoto. cvd. Corollario: Ora ciascuno chiamerà X come gli pare, ma se mantiene le proprietà sopra esposte, solo tale X potrà dirsi Dio, "non essendovi altri maggiori di Lui". (come -su ciò- intuì correttamente Anselmo di Aosta). Saluti e felicità, L